LE EMOZIONI E GLI ORGANI

La nostra attività psicologica è determinata da due aspetti, uno mentale ed uno emozionale. L’aspetto mentale è quello più attivo, viene controllato dalla nostra parte cosciente. L’aspetto emozionale è spontaneo e arriva alla nostra coscienza come un flash: è la parte più vera di noi. Le emozioni, però, vengono sottomesse dall’attività mentale che le controlla e le trasforma in positive o negative a seconda del modo di pensare dell’individuo. L’attività mentale positiva è connessa ad un processo dinamico, ad un buon flusso sanguigno di vasodilatazione che permette un normale funzionamento cerebrale e organico, ma anche l’aumento del flusso energetico che si manifesta come creatività e fantasia. Le emozioni, a loro volta, sono divise in positive e negative ma non esiste una tecnica per riconoscerle: la partenza di tutte le emozioni muove una grossa dinamica energetica  ma, nel momento in cui viene bloccata, si trasforma immediatamente in emozione negativa. Per questo un grande amore che non può essere espresso, si trasforma per normale inibizione in odio. I sentimenti secondari stanno nei canali e determinano la comunicazione tra il viscere (sentimenti primari) e l’organo (energia emozionale): le viscere sono la sede dei sentimenti primari, il buono dell’essere. Se non lasciati scorrere, si fermano nei canali e quindi, non arrivando più il buono, il corpo per difendersi trasforma il positivo in negativo. Nel negativo, però, l’uomo sta male ed è così che si forma la tensione corporea. Le emozioni negative vanno piano piano a trasformarsi in inibizione mentale ed in esaurimento energetico. Le emozioni provocate dalla mente e trattenute, comportano un blocco energetico causando un aumento della tensione della membrana del segmento corporeo corrispondente a quell’emozione, rendendo l’organo sempre più vulnerabile: tutto questo potrebbe poi passare ad una somatizzazione fisica. Le emozioni negative causate da esaurimento, sono il risultato di un eccessivo modo di essere (alterazione di un’emozione): sempre arrabbiato, sempre pauroso, ecc. Questo modo di essere abbassa sempre più la soglia di sopportazione, e di conseguenza l’organo a cui appartiene quell’emozione è continuamente sollecitato: così facendo si abbassa la soglia del riposo e scendendo molto al di sotto di questa, si avvia un processo di degenerazione cellulare che arriva fino alla patologia. Ricordiamo che gli organi non hanno terminazioni dolorose, quindi noi percepiamo il dolore attraverso le viscere, sede dei nostri sentimenti. Di conseguenza trattenere un’emozione vuol dire perdere energia…

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